lunedì 14 giugno 2010

Contro la legge bavaglio arriva "Soccorso rosso"

Un gruppo di avvocati offrirà consulenza gratuita alle migliaia di giornalisti senza contratto, che non hanno nessuna copertura legale

Alcuni avvocati hanno già dato la loro disponibilità: a Napoli presto nascerà un “Soccorso rosso” contro la “legge-bavaglio”, su input del giornalista e collaboratore dell’Espresso Claudio Pappaianni. La proposta era stata illustrata nei giorni scorsi durante la conferenza stampa di presentazione nel capoluogo partenopeo di «Le dame e il Cavaliere», un docu-film di Franco Fracassi sul “caso Noemi” e sul rapporto sesso-potere in Italia. «Con la legge-bavaglio – ha spiegato Pappaianni - avremo il paradosso di riunioni di redazione con, seduti accanto ai direttori, gli avvocati delle testate. Contemporaneamente avremo giornalisti free-lance e precari sempre più soli e intimoriti, perché, salvo poche eccezioni, sono privi di ogni tipo di copertura legale».

Le cifre parlano di 20mila giornalisti non tutelati che ogni giorno in Italia fanno informazione, un esercito di professionisti e pubblicisti, quasi sempre mal pagati, costretti a fare i conti anche con una legge che già oggi è penalizzante per chi fa inchieste e scrive fatti veri ma scomodi. È la stampa minore, quella delle piccole testate locali, che offre loro opportunità ma, sovente, non è in grado di garantire copertura legale. Una situazione che sarà esasperata dall’approvazione della legge-bavaglio.

Da qui, l’idea di creare una struttura di avvocati disposti a offrire gratuitamente consulenza legale alle migliaia di giornalisti senza contratto, così come fu per “Soccorso rosso militante”, l’organizzazione promossa negli anni ’70 da Dario Fo e Franca Rame a sostegno dei militanti della sinistra extraparlamentare. «So bene che quella esperienza attirò anche molte critiche – ricorda Pappaianni - ma è lo spirito per cui era nata che ci interessa: difendere i diritti di chi si riteneva fosse un perseguitato politico. Discorso che in questo periodo storico in Italia può valere anche per i giornalisti. Non c’è nessuna accezione politica nella proposta: chiamiamola pure “Soccorso viola”, purché si faccia: in difesa della libertà di stampa e della democrazia».
Il fatto quotidiano

Bin Laden torna con un messaggio
e minaccia Obama e gli Stati Uniti

Con un audio accompagnato da un'immagine fissa il capo di Al Qaeda promette rappresaglie se la mente degli attacchi dell'11 settembre viene condannato. "Se

THEODORE (Alabama) - Osama Bin Laden torna a sfidare l'America. E lo fa con un messaggio in cui avverte il popolo degli Stati Uniti: "Il vostro amico alla Casa Bianca continua a comportarsi nella maniera sbagliata". Il capo di Al Qaeda è uscito dall'ombra con un messaggio audio, accompagnato da un'immagine fissa, lungo appena un minuto e mezzo che ieri è stato rilanciato dalla tv Abc proprio alla vigilia del discorso in diretta tv con cui Barack Obama si prepara a rassicurare l'America sul disastro nel Golfo del Messico.

Ma la scelta di tempo potrebbe essere causale: nessuno è ancora in grado di dire se il messaggio è stato  registrato proprio in questi giorni in cui il presidente si trova ad affrontare una eco-minaccia che egli stesso tra le polemiche ha paragonato all'11 settembre. Osama entra perà nel vivo di un'altra questione che negli ultimi tempi ha diviso l'opinione pubblica americana: il processo a Khalid Sceick Mohammed, la mente dell'11 settembre. "Se Khalid verrà condannato a morte" dice l'uomo che nove anni fa ordinato la strage delle Due Torri con cui dichiarò guerra all'America "noi uccideremo ogni americano che è nostro prigioniero".

Attualmente un soldato catturato in Afghanistan l'anno scorso sarebbe finito - secondo l'intelligence - proprio nelle mani di Al Qaeda. Si tratta del soldato Bowe Berghdahl che si troverebbe nelle mani dei guerriglieri pakistani talebani ovviamente legati alla rete del terrore. Gli stessi estremisti islamici hanno rilasciato nei mesi scorsi almeno un paio di video in cui si mostra il prigioniero in cattività: il soldato sotto minaccia chiede alla
faniglia e agli americani di impegnarsi perché finisca al più presto questa "guerra sbagliata".
Ora la minaccia di Bin Laden rilancia il pensiero che nessuno vuole materializzare: quello che corre indietro nel tempo alla barbara esecuzione del giornalista del Wal Street Journal Daniel Pearl. Nessun commento ufficiale da parte del Pentagono o della Casa Bianca. Il messaggio sarebbe stato già trasmesso anche da Al Jazeera e non è neppure ancora chiaro se si possa trattare di un'altra versione di una minaccia audio andata in onda nello scorso marzo.
fonte

Sulmona: i soldi del terremoto per la visita del Papa

Ottocentomila euro dirottati dal Comune abruzzese per l’arrivo del Pontefice il 4 luglio.In arrivo una multa perché dovevano essere utilizzati solo ed esclusivamente per la ricostruzione. Ma serviranno per la viabilità e l’elicottero di Benedetto XVI

Cose che capitano in Italia: la giunta del Comune di Sulmona — guidata dal sindaco Pdl Fabio Federico — dirotta quasi un milione di euro di fondi stanziati per la ricostruzione post-terremoto per l’accoglienza di Benedetto XVI, atteso nella città dei confetti il prossimo 4 luglio.

VIABILITA’ ED ELICOTTERI – Scrive Repubblica che i soldi servirannoper la viabilità ma anche per l’allestimento dell’area d’atterraggio dell’elicottero di Ratzinger. Un trasferimento di fondi che costerà caro alle casse del Comune: una multa di quasi ottocentomila euro. Quei soldi, infatti, costituiscono un risarcimento assicurativo per gli immobili danneggiati dalla scossa del 6 aprile, e una precisa clausola prevede una penale in caso di utilizzo per altri scopi.

MANCANO I SOLDI! - Intanto a 14 mesi dal sisma — sul quotidiano cattolico Avvenire — monsignor Giovanni D’Ercole, vescovo ausiliare dell’Aquila denuncia la carenza di fondi per la ricostruzione e l’impasse burocratica. «Mancano i soldi: non si sa quando Arriveranno e quanti. E poi, forse, troppa lentezza burocratica. Questo disorienta la gente che teme di non tornare più a casa: troppi inverni di ritardo potrebbero completare l’opera del terremoto, riducendo in macerie gli edifici danneggiati ed esasperando gli animi sino alla depressione». Sempre ieri, in occasione dell’anniversario della Liberazione della città dell’Aquila, il sindaco Massimo Cialente ha partecipato alla cerimonia con la fascia tricolore in mano per chiedere la proroga delle agevolazioni per la zona colpita dal terremoto del 6 aprile 2009. È la terza volta che il primo cittadino aquilano attua questa forma di protesta contro la manovra finanziaria del governo. Finora con scarso successo.

LA CASA DELLO STUDENTE - Intanto, l’udienza preliminare sul crollo della casa dello studente dell’Aquila, avvenuto durante il sisma del 6 aprile del 2009, è stata aggiornata al 26 giugno prossimo. Lo ha deciso, riporta il quotidiano Il Centro, il giudice per le udienze preliminari, Giuseppe Grieco, che ha ammesso tutte le parti civili private, compresi gli amici superstiti delle vittime del crollo. Esclusa invece l’Università e l’associazione Anpana. Ammesse come parti civili Cittadinanzattiva e Codacons. Per questo filone della maxi inchiesta sul terremoto sono indagate 11 persone che, secondo la Procura della Repubblica dell’Aquila, devono rispondere delle ipotesi di reato di omicidio colposo, disastro colposo e lesioni.


http://www.giornalettismo.com/archives/67530/sulmona-soldi-terremoto-visita/


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