Assalto in Commissione bilancio del Senato: il Pdl presenta 1.116 proposte di modifica. I finiani tornano a chiedere deduzioni per Irpef e Irap. Il Pd: "Restituire il gettito della lotta all'evasione ai contribuenti onesti"
ROMA - Sono 2.550 gli emendamenti presentati dai vari gruppi parlamentari alla manovra in discussione in commissione Bilancio al Senato. Quasi la metà (1.205) sono della maggioranza. Il gruppo del Pdl è in testa quanto a proposte di modifica con 1.116 emendamenti. Dalla Lega sono arrivate 89 proposte di modifica, dal Pd 823. L'Italia dei Valori ha presentato 149 emendamenti, 293 l'Udc e 80 dal gruppo misto. Gli ordini del giorno sono in totale 43. Al momento non sono state presentate proposte di modifica dal relatore Antonio Azzollini e dal governo. La commissione Bilancio e' convocata per martedi' alle 15 con la replica di relatore e governo e poi iniziera' l'esame degli emendamenti. Da calendario, la manovra sarà in aula il primo luglio.
Stamattina il capogruppo Pdl a Palazzo Madama, Maurizio Gasparri aveva annunciato la costituzione di un ''comitato'' di valutazione per individuare un pacchetto di emendamenti ''significativi'' e ''qualificanti'' su cui portare avanti il confronto e la battaglia politica. Mentre per il presidente del Senato, Maurizio Schifani la manovra ''a saldi invariati'' e' ampiamente discutibile e migliorabile attraverso il confronto aperto tra le forze parlamentari.
Per quanto riguarda gli emendamenti Pdl, alla componente finiana sono riconducibili una novantina di proposte di modifica, tra cui un ''pacchetto-Baldassarri'' che ripropone la cedolare secca sugli affitti, deduzioni Irpef (da 500 a 1.000 euro con processo graduale) e Irap a partire da un monte salari da 1,5 miliardi. Sicurezza,
universita' cedolare sui canoni concordati d'affitto i temi degli altri finiani che indicano a copertura accise sui tabacchi, minori detrazioni su societa' petrolifere. Non entra nel 'pacchetto' dei finiani il taglio delle province, perchè, si spiega, necessiterebbe di una modifica costituzionale e le ipotesi di semplice accorpamento non porterebbero risparmi significativi.
Il Pd, invece, punta sugli assegni per i figli, il taglio dell'Irap e un "forfettone" per pmi, tassa più alta per chi 'scuda' i capitali e una redistribuzione dei sacrifici tra i diversi comparti della pubblica amministrazione per alleggerire il peso della manovra su regioni ed enti locali e renderla invece più stringente sullo stato centrale: "La logica dei nostri emendamenti è dire che almeno una parte dell'esito della lotta all'evasione fiscale vada restituita ai contribuenti onesti".
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