venerdì 18 giugno 2010

Addio a José Saramago
poeta, visionario ed "eretico"

Per fortuna che c'è Silvio.....




Parlando dei berluscones è sempre più forte la tentazione di fare antropologia politica: contentiamoci di dire che dietro alle parole della propaganda ("libertà", "popolo dell'amore", "invidia" ecc...) si nasconde il solito, penoso vuoto dei contenuti, riconducibili (e riducibili) tutti alla servilità nei confronti del capo-padrone.

Manovra, la carica degli emendamenti Più di duemila, la metà della maggioranza

Assalto in Commissione bilancio del Senato: il Pdl presenta 1.116 proposte di modifica. I finiani tornano a chiedere deduzioni per Irpef e Irap. Il Pd: "Restituire il gettito della lotta all'evasione ai contribuenti onesti"


ROMA - Sono 2.550 gli emendamenti presentati dai vari gruppi parlamentari alla manovra in discussione in commissione Bilancio al Senato. Quasi la metà (1.205) sono della maggioranza. Il gruppo del Pdl è in testa quanto a proposte di modifica con 1.116 emendamenti. Dalla Lega sono arrivate 89 proposte di modifica, dal Pd 823. L'Italia dei Valori ha presentato 149 emendamenti, 293 l'Udc e 80 dal gruppo misto. Gli ordini del giorno sono in totale 43. Al momento non sono state presentate proposte di modifica dal relatore Antonio Azzollini e dal governo. La commissione Bilancio e' convocata per martedi' alle 15 con la replica di relatore e governo e poi iniziera' l'esame degli emendamenti. Da calendario, la manovra sarà in aula il primo luglio.

Stamattina il capogruppo Pdl a Palazzo Madama, Maurizio Gasparri aveva annunciato la costituzione di un ''comitato'' di valutazione per individuare un pacchetto di emendamenti ''significativi'' e ''qualificanti'' su cui portare avanti il confronto e la battaglia politica. Mentre per il presidente del Senato, Maurizio Schifani la manovra ''a saldi invariati'' e' ampiamente discutibile e migliorabile attraverso il confronto aperto tra le forze parlamentari.

Per quanto riguarda gli emendamenti Pdl, alla componente finiana sono riconducibili una novantina di proposte di modifica, tra cui un ''pacchetto-Baldassarri'' che ripropone la cedolare secca sugli affitti, deduzioni Irpef (da 500 a 1.000 euro con processo graduale) e Irap a partire da un monte salari da 1,5 miliardi. Sicurezza,
universita' cedolare sui canoni concordati d'affitto i temi degli altri finiani che indicano a copertura accise sui tabacchi, minori detrazioni su societa' petrolifere. Non entra nel 'pacchetto' dei finiani il taglio delle province, perchè, si spiega, necessiterebbe di una modifica costituzionale e le ipotesi di semplice accorpamento non porterebbero risparmi significativi.

Il Pd, invece, punta sugli assegni per i figli, il taglio dell'Irap e un "forfettone" per pmi, tassa più alta per chi 'scuda' i capitali e una redistribuzione dei sacrifici tra i diversi comparti della pubblica amministrazione per alleggerire il peso della manovra su regioni ed enti locali e renderla invece più stringente sullo stato centrale: "La logica dei nostri emendamenti è dire che almeno una parte dell'esito della lotta all'evasione fiscale vada restituita ai contribuenti onesti".
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