Per i governatori la manovra rende di fatto impossibile l'attuazione del federalismo fiscale, e obbliga a tagli massicci nei servizi, dai trasporti alla sanità ai contributi per le famiglie. Da Bruxelles ampia approvazione alle misure di riduzione del deficit
ROMA - E' muro contro muro tra le Regioni e il governo per i tagli ai trasferimenti contenuti nella manovra economica: in un documento approvato all'unanimità dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, i governatori denunciano il mancato coinvolgimento e il rischio di incostituzionalità del provvedimento. Nei giorni scorsi, il ministro dell'Economia Giulio Tremonti aveva ribadito l'indisponibilità del governo a ritoccare i saldi previsti dalla manovra.E tuttavia da Bruxelles arriva un'ampia approvazione del contenuto della manovra: "Le autorità italiane - scrive la Commissione europea nelle valutazioni pubblicate oggi sulle azioni intraprese da 12 Paesi nell'ambito delle procedure di deficit eccessivo - stanno attuando le misure di consolidamento fiscale per il 2010, prese nell'ambito del pacchetto approvato nell'estate del 2008 per il periodo 2009-2011, come raccomandato dal Consiglio, riducendo il deficit del 2010 dello 0,5% del Pil. Inoltre è confermato l'obiettivo di un deficit del 5% del Pil per il 2010". Inoltre, sottolinea la Commissione, "il governo ha adottato il 25 maggio scorso un decreto legge che specifica le misure a sostegno degli sforzi aggiuntivi di consolidamento per il 2011-2012, che ricadono principalmente sulla spesa corrente".
Le contestazioni delle Regioni. Alle Regioni "vengono tolti i soldi ma non le funzioni:
Nel documento approvato all'unanimità, i governatori denunciano: "La manovra è stata costruita dal governo senza condivisione né sulle misure né sull'entità del taglio, riproponendo una situazione di assenza di coinvolgimento diretto". I governatori sottolineano anche come "sostanzialmente si riducono i margini della riforma del federalismo fiscale" e questo, scrivono, "è un problema gravissimo".
Ma non si tratta solo del federalismo fiscale: le Regioni assicurano che si troveranno nell'impossibilità di assicurare i servizi essenziali se i tagli verranno approvati in via definitiva. "La manovra riduce di un terzo il contributo per il trasporto pubblico locale: noi abbiamo dei contratti con Trenitalia la quale, sapendo di questi tagli, probabilmente taglierà un terzo dei treni e magari licenzierà anche un terzo del personale", dice Formigoni. "E Trenitalia può farci anche causa e magari vincerla - ha aggiunto il governatore - perch noi abbiamo stipulato dei contratti". Formigoni ha poi fatto notare come la manovra tagli completamente i fondi per la famiglia, pari a 130 milioni: "Non erano tanti - ha detto - ma vengono completamente spazzati via".
"Attendiamo che si svolga il tavolo con il governo per la verifica e la coerenza di tutti i numeri: sulla base di questo presenteremo i nostri emendamenti", precisa il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani. "Siamo convinti comunque di riuscire a convincere il governo a rivedere la manovra - ha aggiunto il governatore della Basilicata, Vito De Filippo- un ripensamento è doveroso".
Un ripensamento viene auspicato anche dal governatore del Piemonte Roberto Cota: "Ciò che mi preme sottolineare è che non vengano colpite le regioni virtuose. Che quindi ci sia una necessaria differenziazione. In questo senso ho colto la disponibilità del governo".
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