Come un cassonetto strapieno l'immondizia di Napoli si riversa sulla crisi chè non c'era!
nuova emergenza
Rifiuti, lo spettro della crisi
A Napoli si ferma la raccolta
Scioperano i netturbini e gli addetti alle discariche provinciali. A Casavatore 27 tonnellate per le strade
NAPOLI — Cinquemila addetti alla raccolta della spazzatura, alla gestione degli impianti di tritovagliatura e alle discariche oggi incrociano le braccia: Napoli e provincia vivranno una giornata molto difficile. Due ore e mezza di riunione a Palazzo San Giacomo, ieri pomeriggio, non sono servite a scongiurare la paralisi. Da un lato la sindaca Iervolino; il suo capo di gabinetto Pasquale Losa; il prefetto Corrado Catenacci, presidente della società provinciale dei rifiuti; il presidente della Provincia Luigi Cesaro; gli assessori comunali Saggese e Giacomelli; due dirigenti della Regione. Dall’altro le sigle firmatarie del contratto: Cgil, Cisl, Uil, Fiadel. Fumata nera.
Gli operatori dell’igiene ambientale sfileranno dunque oggi in corteo, da Piazza Matteotti, sede della Provincia, a piazza del Plebiscito, dove c’è la Prefettura, passando per Piazza Municipio, davanti al Comune. Alla Provincia i sindacati chiedono che sia urgentemente predisposto il piano industriale della Sapna, la società pubblica in cui sperano di trovare stabilità. Al Comune ribadiscono la contrarietà alla creazione di Asia 2, società deputata al servizio di spazzamento. «Un’operazione— denuncia Vittorio D’Albero, della Fiadel — di pura ingegneria finanziaria. Asia è in difficoltà e non può essere ricapitalizzata. Cede un ramo d’azienda ad Asia 2, ricavandone 700-800 milioni che le consentiranno di andare avanti. Asia 2 dovrebbe ripagare col 15% della Tarsu il mutuo contratto per l’acquisto del ramo d’azienda. Peccato che la Tarsu, a fine anno, passerà alla Provincia». Infine, il corteo si concluderà in Prefettura «per denunciare i limiti di una legge dello Stato, quella che avrebbe dovuto sancire la fine dell’emergenza rifiuti in Campania, ma farà pagare ai cittadini e ai lavoratori il salatissimo conto degli anni dell’emergenza».
Sullo sfondo delle singole rivendicazioni, il profondo malessere di lavoratori che percepiscono regolarmente lo stipendio in ritardo. I Comuni, infatti, pagano le aziende deputate a raccogliere l’immondizia ben oltre i limiti temporali previsti e queste ultime non sono in grado di fronteggiare i debiti verso i dipendenti. A Casavatore le difficoltà economiche dell’Igica, che ha vinto alcuni anni fa l’appalto per la raccolta ed è controllata dal Comune di Caivano, hanno già prodotto 27 tonnellate di immondizia abbandonata in strada. Riferisce il sindaco Pasquale Sollo: «Negli ultimi due giorni sono usciti solo tre automezzi per la raccolta, invece dei 5 previsti » . Lo sciopero odierno rischia di aumentare l’arretrato e di aggravare la situazione. Igica, la società amministrata da Gennaro Bruno, che ha avuto in passato un ruolo anche nell’Elektrica dei fratelli La Marca, quelli che hanno gestito con Di Francia la discarica di Pianura, vive un momento molto difficile. La società gestisce la raccolta in numerosi comuni della Provincia di Napoli, o perché vincitrice di appalto, o perché è subentrata a Saba Ecologia, nei confronti della quale, circa tre mesi fa, la Prefettura ha emesso un’ interdittiva antimafia, che impone la rescissione dei contratti con le pubbliche amministrazioni.
A Napoli, intanto, ci si appresta al nuovo bando per la raccolta dell’immondizia. Quello varato l’anno scorso è stato un fallimento: tre lotti e nessuna offerta valida. Asia intende ora frazionare il servizio in 5 lotti. Al momento, la raccolta in città è affidata quasi interamente ad Enerambiente. Ieri, infine, incontro tra i rappresentanti dei comitati civici di Chiaiano , Cesaro e l’assessore provinciale all’Ambiente, Giuseppe Caliendo. Tema: tempi e modalità di chiusura della discarica. In un documento di un mese fa, la Provincia ha stimato che Chiaiano e lo sversatoio Sari di Terzigno, nel Parco del Vesuvio, a questi ritmi di conferimento dei rifiuti, potranno essere utilizzate ancora per almeno un anno. Fonti diverse, interne ad Asia, ipotizzano che Terzigno sarà esaurita già a febbraio. Ad ogni modo, senza un ciclo di gestione dei rifiuti avanzato, che consenta punte di differenziata almeno del 40%, il prossimo autunno rischia di ricominciare la caccia affannosa ai nuovi siti di discarica. Un motivo in più per temere che il governo acceleri nell’apertura del mega invaso previsto nella cava Vitello. Anch’esso a Terzigno, anch’esso nel Parco del Vesuvio.
Fabrizio Geremicca
15 giugno 2010
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